Storia del Pecorino di Pienza

Caterina

05 maggio 2021 by Caterina

Dagli Etruschi ai giorni nostri

Più o meno stagionato, rosso o nero, da gustare con miele, aceto, confetture o semplicemente con una fetta di pane. Preparatevi a un viaggio alla scoperta delle origini di questa eccellenza gastronomica toscana!

Dagli Etruschi a Lorenzo il Magnifico: tutti pazzi per il pecorino di Pienza!

Si dice che le origini del pecorino di Pienza risalgano al VIII secolo a.C. Gli Etruschi, infatti, sarebbero stati i primi produttori di questo squisito formaggio, come testimonia Plinio il Vecchio nel suo Naturalis Historia. Il pecorino era molto amato anche dagli antichi romani e, in particolare, dai legionari, che ne fecero parte integrante della loro alimentazione accompagnandolo a frutta secca e olive nere. Nei secoli successivi, il pecorino di Pienza ha continuato ad essere tra gli alimenti più amati, annoverando tra i suoi numerosi estimatori anche il grande Lorenzo il Magnifico. Anche nel Seicento e nel Settecento, come attestano numerosi documenti, il pecorino di Pienza era largamente diffuso e amato.

Cosa rende così speciale il “cacio” di Pienza?

Il pecorino di Pienza, fiore all'occhiello della Val d'Orcia ed eccellenza alimentare dell'area del sud del senese, è un formaggio dalla lunga tradizione strettamente legata al territorio in cui viene prodotto. Ciò che rende unico questo prodotto, infatti, è la vegetazione presente nei territori argillosi dei pascoli della Val d’Orcia. Piante spontanee e aromatiche come l’ascenzio, il barbabecco e il mentastro, di cui si cibano le pecore allo stato brado, conferiscono al latte un nota particolarmente aromatica. L’utilizzo del caglio di vitello, in fase di lavorazione, rende questo speciale pecorino fresco e non piccante. Il risultato è un formaggio unico, famoso in tutto il mondo e apprezzato dai maggiori gourmet.

Da solo o in compagnia… Il pecorino di Pienza dà il meglio di sé!

Il pecorino di Pienza è davvero una delizia. Oltre che da degustare in purezza, è ottimo fresco e servito con passiti o associato a miele di castagno, che gli conferisce quella nota lievemente amara che gioca con la morbidezza del sapore del formaggio fresco creando un gioco di contrasti veramente squisito. Si presta, inoltre, molto bene all’abbinamento con marmellate, confetture di frutta e mostarde.
Quello stagionato dai 5 ai 12 o addirittura 18 mesi presenta invece un sapore persistente e un retrogusto tannico ed è particolarmente adatto ad essere associato a vini rossi robusti e a primi e carni di buona cucina. Felice è anche l’accompagnamento a salumi toscani, verdure e piatti elaborati. Insomma, in qualsiasi modo decidiate di gustarlo, non vi perdete questa prelibatezza della cucina italiana!

Vi suggeriamo di associare un fine settimana o qualche giorno in più nelle belle terre di Toscana a un tour per aziende agricole che producono pecorino di Pienza. Ce ne sono alcune veramente speciali, dove potrete ricevere ottima ospitalità, oltre che assaggiare la sera a cena i pecorini di stagione perchè la migliore vacanza in Val d'Orcia è forse proprio in un Agriturismo immerso nella campagna!

 

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