Davide Lazzaretti e il socialismo mistico

Nicoletta

05 maggio 2021 by Nicoletta

Il "Cristo" dell'Amiata, l'eremo Giurisdavidico e la difesa di Gramsci

Davide Lazzaretti nacque a Arcidosso, sul Monte Amiata, nella povera famiglia contadina di Giuseppe Lazzaretti e di Faustina Biagioli. Dal 1873 egli stesso mutò il proprio cognome da Lazzeretti in Lazzaretti, in riferimento non solo al personaggio evangelico, ma anche a quello del romanzo di Giuseppe Rovani Manfredo Pallavicino, un Lazzaro Pallavicino preteso discendente dei re taumaturghi di Francia. Ben presto il giovane Davide racconta agli amici e alla famiglia di sogni e visioni e si mostra un giovane fuori dal comune e dotato di particolare capacità. Visioni che nella prima giovinezza non modificarono una vita di ordinaria povertà anche se da giovane estroverso. Lavorerà come barrocciaio e comprenderà da subito le ingiustizie e le umiliazioni che era costretta a subire la casta povera e indigente della popolazione. Si sposò nel 1856 e ebbe cinque figli, nel 1859 si arruolò nella cavalleria piemontese, prendendo parte nel 1860 alla battaglia di Castelfidardo contro le truppe pontificie.


Le visioni e la fondazione della Chiesa Giurisdavidica

Egli raccontava che da visioni avute a partire dal 1868, ebbe l'annuncio di una grande missione da compiere, che egli avrebbe dovuto esporre al Papa, per poi condurre una vita di eremitaggio e di predicazione. La sua missione presso Pio IX, nel 1869, un anno prima della presa di Porta Pia e della fine del potere temporale del papato, non ebbe alcun successo, ma egli si ritirò egualmente nell'eremo quattrocentesco abbandonato di Sant'Angelo, presso Montorio Romano. Qui maturò la mistica imposizione simbolica che distinse successivamente il suo credo e il suo operato: il segno di due lettere C rovesciate e di una croce, emblema rappresentativo di una futura chiesa cristiana.

Tornato ad Arcidosso e raccolti fra la popolazione di quelle montagne numerosi seguaci, in breve tempo, dal 1870 al 1872, fondò tre istituti religiosi con il consenso delle autorità ecclesiastiche che videro in lui «lo strumento per una resistenza culturale, popolare, al nuovo Stato italiano». I tre edifici furono costruiti sulle pendici del monte Labbro, sulla cui cima sorse una nuova chiesa: la Santa Lega aveva finalità assistenziali, la Società delle famiglie cristiane prevedeva che i suoi aderenti lavorassero e mettessero in comune i loro beni secondo lo spirito originario delle chiese cristiane, mentre il Pio Istituto degli eremiti penitenzieri e penitenti era un'organizzazione strettamente religiosa, impregnata dello spirito millenaristico e messianico proprio della tradizione gioachimita, che attendeva l'avvento di un prossimo regno dello Spirito Santo.

Predicò nei piccoli borghi di Zancona e delle Macchie e poi fece proseliti in tutta la Toscana e persino in Francia, dove si recò nel 1873: il suo pensiero si collegava infatti ad un filone rivelazionista e messianico tipicamente francese, che auspicava la restaurazione della monarchia capetingia. Si proclamava "Re dei re" e Unto del Signore, mettendo in atto un carisma di grande rilievo. Dal suo eremo sull'isola di Montecristo, dove si ritirava più volte, un giorno ritornò ad Arcidosso con una bandiera rossa sulla quale era scritto La Repubblica è il Regno di Dio. Il suo visionarismo socialista si assumeva quindi il compito di guidare l'umanità verso l'era dello Spirito Santo, improntata alla legge di Diritto dopo che si erano concluse l'era del Padre, caratterizzata dalla legge di Giustizia da quando Mosè aveva ricevuto i comandamenti, e l'era del Figlio, ovvero Gesù e l'era della legge di Grazia.

La sua comunità, chiamata Giurisdavidica, ossia del diritto di Davide, sembrò assumere i caratteri di un socialismo mistico e utopistico: egli prese le difese e raccolse consensi anche da figure che nella Chiesa avevano posizioni sociali favorevoli ai ceti più deboli e diseredati, come San Giovanni Bosco, che lo ospitò e lo sostenne.

La vita del Lazzaretti si sarebbe conclusa tragicamente il 18 agosto 1878 in seguito ad una ispirazione profetica. Venne disposta una processione che dal Monte Labbro giungesse in Arcidosso e lungo la strada si formò un corteo di 3000 persone ma quando entrarono nell’abitato trovarono uno schieramento di carabinieri ed in un momento di particolare tensione aprirono il fuoco uccidendo, colpito alla fronte, il Lazzaretti ed altre persone. Gramsci scrive che fu fucilato; non un conflitto a fuoco, i Giurisdavici erano disarmati.
David Lazzaretti non aveva ancora compiuto 44 anni.


La Repressione

L'attività di Lazzaretti e della sua comunità mise evidentemente in allarme sia la Chiesa cattolica che lo Stato italiano. Nel marzo 1878 la Chiesa cattolica, per mano del Sant'Uffizio, lo condannò come eretico, lo scomunicò e mise all'Indice i suoi scritti; ma egli proseguì la sua attività e si proclamò "Cristo Duce e Giudice", affermando di essere venuto a completare la rivelazione cristiana, in una forma di autoesaltazione non insolita nei predicatori inclini ad esigenze mistiche e ad attese religiose. Stante la determinazione del profeta a proseguire il proprio cammino, in occasione di una processione da Monte Labbro ad Arcidosso il profeta David Lazzaretti, che era a capo della processione, fu colpito a fuoco da un carabiniere il 18 agosto 1878.


Monte Labbro. Rovine dell'Eremo Eremo e la Torre Giurisdavidica

La torre fu scelta da Davide Lazzeretti come centro della comunità giurisdavidica da lui fondata. Vi restano le rovine degli edifici innalzati tra il 1869 ed il 1875, in particolare la torre a pianta circolare, l'eremo e la chiesa. Il luogo è assolutamente suggestivo, sia per la sua posizione dominante sulle valli circostanti, sia per l’atmosfera di misticismo che ancora vi si respira.


Il Centro Studi David Lazzaretti

Il Centro Studi Davide Lazzaretti è un'istituzione nata ad Arcidosso, volta a documentare e divulgare la storia inerente alla vicenda del movimento religioso ottocentesco di David Lazzaretti. Il centro dispone di una vasta raccolta di libri e documenti sulla figura del Lazzaretti e di una sezione espositiva aperta al pubblico situata nella rocca aldobrandesca di Arcidosso. Il Centro Studi ebbe origine nel contesto delle manifestazioni organizzate nel 1978 dal Comune di Arcidosso in collaborazione con il Canzoniere Internazionale, con il giornalista e cantautore Leoncarlo Settimelli e con la studiosa di tradizioni popolari Laura Falavolti, per il centenario della morte di David Lazzaretti.


Giurisdavidici oggi

Oggi è difficile stabilire se esistano ancora sull’Amiata seguaci di Davide Lazzaretti e della sua visione mistica e sociale. Certo è che il luogo della sommità del Monte Labbro è intensamente frequentato e non solo da turisti, ma anche da persone che vivono una visione mistica del luogo e della storia del Cristo dell’Amiata. Da segnalare inoltre che una piccola realtà religiosa, ispirata alla figura di Davide Lazzaretti, sopravvive a Roma, dove Elena Cappelli (1867-1953), moglie del sommo sacerdote Filippo Imperiuzzi, rielaborò il messaggio giurisdavidico unendolo con elementi derivanti dall'esoterismo e dalla Società Teosofica. Ad Elena Cappelli succedette Elvira Giro (1910-1989), poi Fausta Cozzi (1925-2008) ed infine Maurizio Maggioni, che al momento guida la cosiddetta Chiesa Universale Giuris-Davidica, ben distinta dall'originale movimento di Arcidosso.

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