I nostri amici gatti

Lara

06 maggio 2021 by Lara

Scopriamo di più sulle loro percezioni e sul loro comportamento

gatti sono spesso descritti come meno affettuosi, cooperativi e premurosi dei cani, ma che cosa accade realmente nella testa del nostro gatto? Molti gatti trascorrono gran parte della vita vicino ai loro proprietari umani, ma gli scienziati hanno recentemente iniziato a capire cosa pensano di noi.

Percezione
Uno degli argomenti più studiati della cognizione nel gatto è la percezione: la loro capacità di sentire, odorare, vedere e usare le vibrisse per rilevare stimoli. La percezione olfattiva è particolarmente importante per i giovani gattini, soprattutto nel gestire il rapporto con la madre. Al contrario, i gattini non rispondono agli stimoli uditivi fino 11-16 giorni di età, e agli stimoli visivi fino a 16-21 giorni.

Per i gatti gli stimoli olfattivi continuano a essere molto importanti per tutta la vita: i gatti adulti usano l'odore per marcare il territorio e per identificare i territori di altri gatti. Ma anche – come i cani – per ottenere informazioni sociali dall'odore dei loro simili. Tuttavia, nonostante l'importanza dell'olfatto per questi animali, la stragrande maggioranza degli esperimenti sul loro comportamento si è concentrata sulla vista, quindi la nostra attuale comprensione del modo in cui i gatti percepiscono il mondo è piuttosto limitata. Proviamo a comprendere qualcosa di più producendo una sintesi della psicologia comportamentale dei nostri amici gatti.
Il gatto domestico appartiene all’Ordine Carnivora, alla famiglia Felidae (comparsa fra 12 e 15 milioni di anni fa) che a sua volta comprende otto linee evolutive principali in cui vengono classificati tutti i felini oggi conosciuti. Nonostante le enormi differenze esistenti fra loro, in particolare per ciò che riguarda le dimensioni, i felini mantengono tuttavia caratteristiche comuni che li contraddistinguono (il posizionamento frontale degli occhi, la coda lunga, la presenza di baffi, vibrisse a funzione sensoriale, la lingua ruvida).

Quali sono le origini del gatto domestico?
Il gatto domestico, per come lo conosciamo oggi, deriva da un felino selvatico di origine Africana, Felis silvestris Libyca, il cui processo evolutivo inizia circa 6 milioni di anni fa.

Cognizione sociale
Anche se molte persone li ritengono animali solitari, i gatti domestici che possono vagabondare liberamente sembrano scegliere accuratamente i loro compagni di scorribande. Alcune delle loro interazioni sono aggressive, ma altre sono proprio “esplorative” o addirittura affiliative.
I gatti hanno anche rapporti diversi con le diverse persone. In genere imparano a socializzare entro le prime 2-7 settimane di vita (sia con altri gatti sia con gli esseri umani). Solitamente quelli esposti alla presenza degli esseri umani durante questo periodo critico saranno più amichevoli verso l’uomo per il resto della loro vita.

Sensibilità agli stimoli umani
Dato che i gatti sono stati allevati per essere domestici e passare un sacco di tempo con gli esseri umani, ci si aspetterebbe che colgano, in una certa misura, gli stimoli provenienti dagli umani. Tuttavia, chiunque abbia posseduto un gatto sa che non sono sempre così sensibili come si desidererebbe.

Riconoscimento della voce umana
Nel 2013, due ricercatori, Saito e Shinozuka, hanno dimostrato che i gatti possono riconoscere la voce del “padrone” (quanto non ci piace questo termine!). Per verificarlo, i ricercatori hanno fatto sentire ad alcuni gatti le registrazioni della voce del proprio padrone e di altre persone che li chiamavano per nome. I gatti sono stati più sensibili alla voce del proprietario, rispondendo per lo più con un movimento delle orecchie o della testa, e non con un movimento verso la direzione di provenienza della voce, come fa il cane.

Comunicazione vocale
I gattini hanno circa 9 diversi tipi di vocalizzazione, mentre gli adulti ne hanno circa 16. È interessante notare che i gatti domestici e selvatici differiscono tra loro anche nelle vocalizzazioni, e ciò indica che i loro rapporti con gli esseri umani influenzano anche il loro modo di “parlare”.

Attaccamento al proprietario
I gatti sembrano sperimentare particolarmente l'ansia da separazione, un altro elemento che indica forte attaccamento ai proprietari. Quando sono separati dai loro padroni, i gatti sono più propensi a mostrare comportamenti stressati, ad esempio facendo i loro bisogni in luoghi inusuali e inappropriati, vocalizzando eccessivamente, mostrando comportamenti distruttivi e di eccessiva pulizia.
Se gli attuali studi sulla cognizione del gatto hanno contribuito a illuminare alcune delle abilità dei nostri sfuggenti compagni di casa, gran parte dei comportamenti del gatto sono ancora poco studiati, il che vuol dire che ancora non ne comprendiamo molti aspetti. Una maggiore comprensione del comportamento dei gatti e della nostra influenza su di essi porterà a interazioni umano-gatto migliori, a un maggior benessere del gatto e quindi a un maggior numero di gatti che troverà ospitalità e assistenza.
 

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