La poesia negli abiti da sposa

Giulia Cerrone

06 maggio 2021 by Giulia Cerrone

Miranda Di Sipio Atelier, un angolo di verde a pochi passi dal centro di Firenze

Per raggiungere l’atelier di Miranda devi inoltrarti sul crinale della collina che separa via Senese da un sorprendente angolo verde a pochi passi dal centro di Firenze. Lassù sei improvvisamente immerso tra viuzze e oliveti come se la città fosse remota. È Il luogo scelto da Miranda per creare nel silenzio i suoi abiti da sposa poetici e originalissimi. Qui la raggiungo per farmi raccontare la storia della sua “impresa”.

Dopo una laurea in letteratura, Miranda ha deciso che nel suo futuro doveva esserci spazio per la manualità. La sartoria era stata una passione infantile e già nella scelta della tesi, gli archivi di Pia Soli, giornalista di moda degli anni ’50, era prevedibile questa strada. Con la serietà e la tenacia che la caratterizzano ha cercato e “costruito” tutte le competenze di cui aveva bisogno: è tornata a scuola di sartoria e modellistica e infine di ricamo, da Prato a Modena e Roma.

L’idea di aprire un suo atelier di abiti da sposa, una necessaria conseguenza. Voleva creare ogni abito come un progetto su misura per la persona che lo avrebbe indossato: “la magia dell’artigianato è la possibilità di coniugare l’arte di chi crea, il suo gusto, il suo sguardo, con la personalità del committente. Questo è quello che rende unico ogni manufatto artigianale, un valore prezioso, raro in un mondo in cui per lo più scegliamo tra oggetti già confezionati.”

La spinta decisiva è arrivata dall’aver vinto il primo premio nel contest “Venti < Quaranta”, organizzato da OMA (Osservatorio Mestieri d’Arte). A questo punto bisognava passare dall’idea all’azione e nel giro di pochi mesi Miranda ha aperto il suo atelier, dove è nata la sua prima collezione di abiti da sposa, “Le fanciulle in fiore”: “camminando lungo via delle Campora, per raggiungere il mio atelier, incontravo gli stessi fiori di cui parla, nelle sue “Le fanciulle in fiore”, Proust: una misteriosa risonanza tra una poesia che amo e il mio lavoro È stato naturale scegliere il tema della mia collezione: ogni abito un fiore, ogni fiore un ricamo.”

Gli abiti di Miranda hanno linee morbide e molto semplici, tutta la ricchezza è nella preziosità del tessuto, la seta, e nell’applicazione di fiori che li rendono ricercatissimi. In questi abiti c’è l’idea forte di una donna consapevole e autonoma che non rinuncia ad una delicata bellezza, pur non volendo essere “principessa”, secondo una retorica frequente. “Le fanciulle di Proust sono creature indipendenti, che sfuggono al controllo sociale. E per disegnare le mie spose, mi sono ispirata ai disegni di Charles Dana Gibson, alle sue Gibson Girls, ragazze emancipate”.

Ogni abito nasce da un incontro nel suo atelier, dove davanti ad un tè ci si può conoscere, si può dare corpo al sogno, all’immaginazione. Solo dopo questo incontro Miranda propone delle possibilità e la futura sposa sceglie, il tessuto, il modello, anche appositamente creato, i colori dell’abito e dei ricami.

I fiori che adornano i suoi abiti, sono creati uno per uno con un lavoro minuzioso: “Li creo osservando i fiori che mi circondano, li creo con resti di seta che tratto in modo da rendere il tessuto più rigido. Lo ritaglio e coloro petali e foglie e infine applico a telaio questi ricami tridimensionali sull’abito”

C’è una instancabile ricerca in ogni lavoro di Miranda. Ma non si fermerà agli abiti, già sta progettando di creare una linea di accessori coordinati ai vestiti, piccoli bracciali, anelli, fermagli per i capelli … e non solo per le spose, ma anche per le damigelle o per altre occasioni importanti.
Miranda ha intrapreso un cammino che la porterà lontano, lo auguriamo di cuore a questa giovane donna che, con grazia, sa coniugare forza e delicatezza.

Testo di Giulia Cerrone

Miranda Di Sipio Atelier - Via delle Campora 5 - 50124 Firenze
 

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